Calderoli: li freghiamo con il «Popolarellum» e chi vince governerà

di Alessandro Trocino

Corriere della Sera, 29 Settembre 2019

Se quello l’ha chiamato «Porcellum», questo come lo chiamiamo? «Io lo chiamerei Popolarellum, visto che lo deciderà il popolo». Roberto Calderoli, senatore leghista di lungo corso, grande esperto di leggi elettorali, attivissimo nell’escogitare trappole parlamentari e nello scovare cavilli per frenare la maggioranza, racconta la sua strategia per aggirare il potenziale blocco anti Lega in Parlamento.

Si comincia con il deposito della richiesta di referendum popolare, firmata da otto Consigli regionali di centrodestra.
«Sì, domani (oggi per chi legge, ndr) andiamo in Cassazione a depositarlo».

Cosa si chiede?
«L’abolizione della parte proporzionale del Rosatellum, l’attuale legge. Con un lavoro di taglio e di cesello, verrà fuori una legge completamente maggioritaria».

L’iter è lungo e non privo di insidie.
«Se tutto va bene, il 10 febbraio la Corte Costituzionale delibera e dà il via libera».

Molti giuristi sostengono però che è un referendum anticostituzionale, perché non è autoapplicativo.
«Ma no, ci sono molti esempi che smentiscono questa tesi. Sia l’Italicum sia il Rosatellum prevedevano decreti legislativi per definire i collegi. Lo stesso avverrà per la riduzione del numero dei parlamentari».

Il Parlamento dovrebbe completare una legge che non vuole?
«Non il Parlamento, ma il governo. Comunque sarei molto cauto a dire di no: se il governo si rifiutasse, tornerebbero i forconi per le strade. E questa volta non sarebbero solo per l’agricoltura».

Il Parlamento ha più di tre mesi per intervenire.
«Non ce la farà, è fantascienza».

Gli altri partiti volevano fare una legge contro di voi?
«Ma noi li freghiamo. Volevano tornare al proporzionale con governi raccogliticci fatti da partiti e finti partitini».

E con il Popolarellum?
«È il sistema anglosassone, ci ispiriamo al maggioritario puro inglese. Chi vince va a governare. Si tornerebbe a bipolarismo o tripolarismo».

Il Pd è diviso.
«Un primo effetto della proposta è che sono tornati a parlare Prodi e Veltroni e chiedere il maggioritario. Del resto al Pd il Mattarellum è sempre piaciuto da matti».

Forza Italia che dice?
«È ondivaga. Prima ha detto no, poi libertà di coscienza, poi sì. Forse vorrebbe una quota di proporzionale».

E quindi?
«E quindi prima parla il popolo, senza impasticciare tutto. Prima si costruisce la casa, poi al limite si mettono le tendine».

I referendum sono un rischio, a Renzi non hanno portato fortuna.
«Sono strasicuro che lo vinceremo».

Il Porcellum, che fece lei, fu un pasticcio, come si capisce dal nome che gli diede lei stesso.
«In realtà l’ho subito. Ogni partito ci aggiunse un pezzetto e ne uscì un pasticcio. Stavolta non andrà così».

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