E’ ora di fare un congresso e un bagno di democrazia

di Ugo Magri

La Stampa, 29 Maggio 2019

Mariastella Gelmini, la presidente dei deputati di Forza Italia: “Un’assemblea sul programma per rilanciare il sogno berlusconiano”

“La leadership di Berlusconi non si discute nemmeno”

INTERVISTA

Onorevole Gelmini, come spiega il modesto risultato di Forza Italia?

“Abbiamo pagato la polarizzazione dello scontro nel governo. Sui media sembrava che ci fossero soltanto Di Maio e Salvini. Nemmeno ci ha aiutato l’esplosione in Lombardia di alcune inchieste nel pieno della campagna elettorale. Si aggiunga il controcanto continuo di chi, dentro Forza Italia, ha polemizzato e non sempre ha sostenuto i nostri candidati. Ma dobbiamo fare anche un pò di autocritica”.

Ecco, appunto.

“Abbiamo faticato a trasmettere il nostro messaggio. Non ci siamo differenziati a sufficienza dalle forze sovraniste. Abbiamo pagato una situazione che ci vede alleati con la Lega in periferia e all’opposizione del governo. Infine, siamo stati troppo generosi con quanti hanno sparso sul nostro conto delle vere fake news, presentandoci come estranei al centrodestra, una cosa assurda dato che proprio Berlusconi ne è stato il fondatore”.

A proposito di futuro, vi iscriverete in massa al nuovo movimento annunciato da Giovanni Toti?

“Io certamente no. Sono in totale dissenso dalla linea politica di Toti. L’appiattimento sulle posizioni della Lega e di Fratelli d’Italia sarebbe un colossale errore politico. Forza Italia deve valorizzare la propria diversità, altro che tentare di infilarsi in uno spazio che Salvini e Meloni hanno già occupato”.

Il vostro spazio naturale qual è? 

“Tra la Lega e il Pd. Come forza popolare e non populista, liberale e riformista. Di Toti nemmeno condivido la sua tesi per cui Berlusconi non si sarebbe dovuto candidare. Alla prova dei fatti, il presidente sarebbe dovuto scendere in campo anche nel centro Italia perchè sul piano delle preferenze ha fatto un miracolo, ne ha prese in proporzione più dello stesso Salvini. Infine Toti ha sbagliato a porre le questioni organizzative interne del partito proprio durante lo scontro elettorale, facendoci apparire divisi. Non era quello il momento”.

E quando sarà il momento?

“E’ adesso. L’organizzazione interna di Forza Italia, e la selezione della sua classe dirigente, sono temi veri. Esistono e vanno affrontati, sapendo che il consenso non si raccoglie con gli organigrammi ma con i contenuti”.

E’ d’accordo con Mara Carfagna che attacca il cerchio magico berlusconiano?

“NOn c’è alcun cerchio magico e Mara non ha mai parlato di cerchi magici. Ogni leader si circonda di persone di fiducia che lo supportano. Il problema semmai è di natura diversa: se manca un’organizzazione di partito, lo staff rischia di sostituirsi al partito stesso e di supplire alle sue carenze. Ciò crea confusione”.

Torniamo alla classe dirigente. Come sceglierla?

“Ci confronteremo domani nell’ufficio di presidenza. Io personalmente penso che la strada maestra sia quella di un congresso nazionale vero, con un largo coinvolgimento dei territori, dei nostri eletti e dei militanti, dove si definisca la linea politica di Forza Italia e si elegga una classe dirigente capace di prendersi delle responsabilità”.

Non sarebbe in conflitto con la guida di Berlusconi?

“Se lo fosse, sarebbe puro autolesionismo. La leadership di Berlusconi è l’unica cosa certa e non è assolutamente in discussione. Ma non possiamo nemmeno diventare la sua zavorra, dunque è giusto che il partito si dia un’organizzazione attraverso un bagno di democrazia”.

Dunque congresso e democrazia interna. Cos’altro?

“Sarebbe un errore se ci occupassimo soltanto di classe dirigente o di regole che non interessano alla gente. Il congresso dovrà essere anche una grande assemblea programmatica che rilanci il grande sogno berlusconiano, adattandolo alle nuove esigenze, come risposta in positivo alla rabbia e alla paura che vengono cavalcate dalle forze di governo”.

 

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