Grillini con gli occhi a mandorla. Prima i cinesi. Anche se spiano l’Italia

di Francesco Storace

Secolo d’Italia, 23 Dicembre 2019

La Cina prima di tutto. È il verbo dei grillini con gli occhi a mandorla, quelli che se ne fregano della sovranità nazionale. “Se Beppe Grillo è stato tutto quel tempo all’ambasciata avrà avuto le sue buone ragioni!”. “E se Casaleggio ha come sponsor Huawei facciamo bene a farli lavorare per 5g”. Parla la rete…

Non si spiega invece se non con motivazioni di bassa lega quello che sta combinando il movimento pentastellato sul tema digitale. Perché il problema non è solo nel rapporto tra Casaleggio e la ministra Pisano per il piano per l’innovazione. Ma anche la straordinaria faccia tosta del ministro Patuanelli (nella foto) che ieri su La Stampa, ha fissato i paletti. “Huawei offre le soluzioni migliori ai prezzi migliori. Non si può sventolare la bandiera del libero mercato con una mano e quella del protezionismo con l’altra”.  “Risposta semplice: qual e’ l’alternativa?”, si chiede il ministro nell’intervista. “Abbiamo varato una normativa che garantisce la sicurezza nazionale. Detta condizioni agli operatori nei mercati sensibili, cioe’ Tlc. Con le giuste difese, la possibilita’ d’accesso non si discute”, ha aggiunto.

Per Patuanelli è questione di prezzo

Capito? È questione di prezzo. E se il Copasir, che sovraintende al lavoro dei nostri servizi di sicurezza,  dice al governo fermatevi con questa roba, e lo dice all’unanimità – compresi i tre membri grillini – ci aspetteremmo di trovare il governo in posizione di rispetto verso il Parlamento. Fraccaro, sottosegretario di Conte: “Ne terremo conto”. E infatti 24 ore dopo, Patuanelli sbarca in direzione opposta.

Scavalca a sinistra, il ministro dei grillini, persino Zingaretti, che va in televisione a dire con chiarezza – e gliene va dato atto se la posizione non muta – che “se c’è un pericolo per la sovranità nazionale, dobbiamo fare in modo di garantirla”.

Ha ragione Urso di Fdi quando afferma che Patuanelli non ha letto la relazione del Copasir? Dal ministro per lo sviluppo economico ci si aspetterebbe una risposta sulla denuncia dell’organo parlamentare persino sul rischio dumping, che vede molto attive le aziende cinesi nelle loro esportazioni sottocosto anche grazie a quegli ingenti aiuti di governo che la concorrenza europea non riceve. Patuanelli chieda piuttosto all’Europa di respingere l’offensiva invece di difendere interessi antinazionali e antieuropei.

I nostri dati in mano cinese per spiarci tutti

Se i nostri dati vanno a finire in mano ad aziende “devote” al governo cinese saremo tutti in pericolo. Il Grande Fratello spierà ciascuno di noi. Ecco perché prima di parlare di mercato bisogna prestare attenzione al tema della sicurezza. E i prezzi più economici sciorinati da Patuanelli nelle sue sciagurate dichiarazioni derivano proprio da aiuti che Pechino sborsa per il servizio al regime.

Del resto l’allarme è stato lanciato anche in Germania dai loro servizi e infatti anche lì il Governo sta intervenendo con la verifica dei parametri di sicurezza. Da noi, il Movimento Cinque Stelle se ne frega. La sicurezza nazionale viene dopo gli affari, i prezzi, il dumping.

La difesa a spada tratta degli affari cinesi da parte pentastellata lascia costernati. Perché spalanca lo spazio ai dubbi più inquietanti e al timore di conflitti d’interessi davvero giganteschi. Siamo al punto che tocca sperare che il Pd fermi questa incredibile commistione, pericolosa per l’Italia, per la sua sicurezza, per la sua sovranità.

“La sovranità nazionale può essere difesa solo da un Esecutivo forte e libero da pressioni e conflitti di interesse”, ha detto Giorgia Meloni.

Il governo italiano ha il dovere seguire le indicazioni di chi si intende di queste cose in Parlamento. A Roma, non a Pechino.

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