NOBILE COMMENTA LE PAROLE DI PAROLIN E BASSETTI. FURBI FORSE, PERSPICACI PROPRIO NO.

di Marco Tosatti

Stilum Curiae, 21 Maggio 2019

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Agostino Nobile ci ha inviato una reazione alle dichiarazioni del Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, seguite alle parole di Matteo Salvini a Milano; e una reazione all’introduzione all’Assemblea CEI pronunciata dal presidente, il cardinale Gualtiero Bassetti. Un testo breve, ma a nostro parere che descrive molto bene la situazione dei nostri vertici ecclesiali.  

 La furbizia ecclesiastica conferma il programma bergogliano

Pietro Parolin, Segretario di Stato: «Io credo che la politica partitica divida, Dio invece è di tutti. Invocare Dio per sé stessi è sempre molto pericoloso». Un commento infelice che cozza con la Storia. Basterebbe ricordare lo scudocrociato della Democrazia Cristiana. Un partito che ha guidato l’Italia per 52 anni portandola, dopo le distruzioni della Prima e della Seconda guerra mondiale, tra le prime potenze economiche mondiali. Certo, dando un’occhiata ai massacri quotidiani di cristiani per mano islamista, invocare Allah per sé stessi effettivamente è pericoloso.

Ma non vediamo dove sta il pericolo del Dio cristiano. Sarà per questa bizzarra congettura che gli imam sono invitati  dai bergogliani nelle chiese durante le sante messe, mentre condannano Salvini per aver menzionato le radici cristiane dell’Europa?

Per Gualtiero Bassetti, presidente della CEI: «il problema non è innanzitutto l’Europa, bensì l’Italia […] Attenzione, però: non si vive di ricordi, di richiami a tradizioni e simboli religiosi o di forme di comportamento esteriori!».

A parte le due parole conclusive, inserite per rendere digeribile la grettezza cosmica pronunciata, tradotto significa che per la Chiesa 2.0 duemila anni di storia cristiana devono essere aboliti. Bassetti sa bene che una società senza tradizioni e memoria, che lui definisce furbescamente “ricordi”, è una non-società che apre le porte a una cultura consapevole delle proprie radici. Guarda caso, l’islam.

Da Bruxelles arrivano i “suggerimenti” che impongono a tutti gli stati dell’UE l’aborto, l’eutanasia, il matrimonio gay, l’immigrazione irregolare di centinaia di migliaia di giovani musulmani. Nonostante questa macroscopica evidenza, per il presidente della CEI il problema non è l’Europa ma l’Italia.

Le anime candide di Parolin-Bassetti confermano che la furbizia non è sinonimo di perspicacia.

Pertanto li ringraziamo per la loro, pur velata, chiarezza.

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