Popolari e sovranisti: un’alleanza possibile?

     insiderover.com , 17 Maggio 2019

Le elezioni europee si avvicinano, e assieme ad esse diventano sempre più d’attualità nel dibattito le discussioni sul futuro assetto dell’Europarlamento e della Commissione che questo si troverà ad approvare. L’ipotesi di un superamento dell’attuale modello consociativo che vede popolari (Ppe) e socialisti (Pse) alleati con l’appoggio esterno dei liberali, che ha ricevuto una verifica empirica discontinua, è caldeggiato principalmente dai partiti dell’eterogenea galassia “sovranista“, termine generico che comprende i gruppi guidati, rispettivamente, dalla Lega e dal PiS polacco.

Un governo che vede partiti popolari e “sovranisti” alleati in Europa esiste, ed è quello austriaco di Sebastian Kurz, il cui Partito popolare austriaco (Ovp) governa in alleanza col Partito della libertà (Fpo) del vicecancelliere euroscettico Heinz-Christian Strache. L’alleanza Ovp-Fpo dopo le elezioni politiche del 2017 ha rappresentato una vera e propria discontinuità per l’Austria e, da allora, complice il posizionamento sempre più netto a destra dell’Ovp, la collaborazione tra Kurz e Strache ha dato prova di solidità.

E del resto la coabitazione di governo pare essere apprezzata dalla maggioranza dei 6,4 milioni di elettori austriaci: i sondaggi per il 26 maggio danno l’Ovp in testa, poco sotto quel 31,4% che aprì nel 2017 le porte del governo, e l’Fpo lottare con i socialdemocratici per il secondo posto.

“A far da collante nel binomio austriaco, quel mix di netta chiusura delle frontiere e ferrea disciplina fiscale, che mette d’accordo l’estrema destra e quella tradizionale”, sottolinea l’Huffington Post. “Pur partecipato da un partito nazionalista, quello di Vienna viene comunemente ascritto ai governi sponsor dell’europeismo, benché critico. Dal punto di vista fiscale è fautore di una disciplina severa sui conti pubblici e di una avversità di stampo tedesco all’indebitamento degli Stati Ue. Il rapporto contraddittorio con l’Italia ne è una prova: l’alleanza al Parlamento Ue tra Strache e il vicepremier leghista italiano Matteo Salvini non impedisce al cancelliere Kurz di scagliarsi periodicamente contro i Paesi più indebitati dell’Eurozona, tra cui Italia e Francia”.

L’AUSTRIA DI KURZ è UN BASTIONE DELL’AUSTERITà

L’Austria di Kurz difende ferreamente l’austerità e ne ha interiorizzato le logiche in maniera totale. Come dimostrano i nuovi regolamenti approvati in materia di lavoro, che permettono ai datori di richiedere fino a quattro ore di lavoro extra ai dipendenti, rovesciando su di essi l’onere della prova di una presunta ingiustificabilità della richiesta, innalzando il tetto massimo di impiego a 12 ore giornaliere e 60 settimanali. In modo tale da ottenere un aumento di produttività e, di conseguenza, esportazioni con la compressione massima del fattore produttivo lavoro: il tutto con buona pace dei proclami dei “sovranisti” a favore dei forgotten men delle classi lavoratrici che ne rappresentano il principale bacino elettorale.

Del resto, la stessa connotazione dei partiti euroscettici li invita a non vedere nella solidarietà economica un valore. Non a caso l’Ovp è stato il partito europeo più critico della svolta compiuta dall’Italia in materia finanziaria a fine 2018, pareggiato solo dai sovranisti tedeschi di Afd, veri e propri cultori del “rigore” sui conti pubblici. Tanto critici quanto l’Austria i governi dell’Est Europa che la componente leghista del governo italiano ritiene alleati primari. Nello scorso novembre anche il premier ungherese Viktor Orban si è unito al coro dei governanti europei nel chiedere all’Italia una riduzione del deficit della manovra finanziaria: ritenere i Paesi di Visegrad un alleato chiave per superare la linea del rigore e dell’austerità è a dir poco fuorviante, così come lo è pensare che una commissione basata sul Ppe ma con baricentro spostato a destra possa favorire quei Paesi che hanno bisogno di un sostegno attivo alle proprie domande interne, prima tra tutti l’Italia.

ESISTONO SOVRANISTI E SOVRANISTI

Anche sul piano della gestione dell’immigrazione l’Italia troverebbe numerose difficoltà a far passare la necessità di un’energica azione mediterranea a una serie di governi continentali poco avvezzi a fornire a Roma la sponda di cui ha necessario bisogno. Il laboratorio austriaco testimonia quali potrebbero essere i punti chiave di un’alleanza popolari-sovranisti a Bruxelles e, soprattutto, le conseguenze per l’Italia. Ma l’Austria non è l’Europa, e non necessariamente la chimica che hanno trovato Ovp e Fpo può essere estesa ai rispettivi gruppi continentali. Specie considerato il fatto che tutti i big del Ppe, compreso lo stesso Orban, tracciano linee di demarcazione tra i “populisti di governo” (Lega, PiS, Fpo) con cui è ammesso il dialogo e gli altri partiti della galassia sovranista (Front National, Vox, Alba Dorata, Jobbik) cui è negata ogni opzione favorevole.

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