Assegnata la prima borsa di studio promossa dall’Associazione Altero Matteoli

Giovedì 16 maggio, presso la sala conferenze dell’Hotel degli Aranci a Roma, si è tenuta la premiazione del vincitore della borsa di studio promossa dall’Associazione Altero Matteoli per la Libertà e il Bene Comune che vuole con questa iniziativa onorare la memoria del noto politico italiano.

La borsa di studio è stata assegnata a Francesco Tonini, studente del master in Ingegneria Energetica del Politecnico di Milano, che ha presentato un complesso eleborato su “System Dynamic Modelling for long-term electricity demand projections in rural areas of developing countries: the case study of Ikondo village”

Alla presenza dei soci e di tanti amici, dopo i ringraziamenti del vincitore e  di Federica Matteoli, organizzatrice della borsa di studio nonchè figlia del compianto Senatore, e gli interventi dei componenti della commissione giudicatrice (Corrado Clini, Andrea Fluttero e Antonio Parente), che riportiamo di seguito, il vice pres. Marco Martinelli ha proceduto alla consegna della targa e del premio in denaro (vd. foto).

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di Federica Matteoli

Sono oggi particolarmente felice di essere qui con voi per la premiazione della borsa di studio dedicata a mio padre.

Voglio ringraziarvi di essere qui presenti e di condividere con me questo momento.

Sono grata a tutti coloro che hanno permesso la realizzazione della borsa di studio, in primis il comitato scientifico composto da Francesco Tufarelli, Graziano Piras e Andrea Fluttero che hanno pensato e elaborato la borsa di studio. Il comitato sta già lavorando sulla borsa di studio per quest’anno che lanceremo a giugno.

Ringrazio vivamente anche la commissione giudicatrice composta da Corrado Clini, Andrea Fluttero, Antonio Parente e il professore Barucchiello che hanno analizzato le domande arrivate ed hanno selezionato il vincitore. La commissione giudicatrice cambierà ogni anno tenendo conto delle domande ricevute e dei temi elaborati.

MOTIVI BORSA DI STUDIO

Perchè una borsa di studio dedicata ad Altero Matteoli?

Certo il primo obiettivo è quello di ricordare Altero Matteoli e il suo lavoro ma in particolare la borsa ha lo scopo di ricordare un aspetto di un uomo che non ha mai smesso di studiare anche quando ha raggiunto posizioni elevate nella sua carriera, non ha mai smesso di incuriosirsi, di dare voce alla sua curiosità.

Mio padre non era un ricercatore o un professore ma ha sempre considerato lo studio come fondamentale per svolgere qualsiasi tipo di lavoro. E` lui che mi ha passato l’amore per i libri, anche e soprattutto per quelli che erano considerati non idonei, non leggibili. Anche libri che affrontavano argomenti che potevano mettere in dubbio le mie convinzioni. Guardare oltre le proprie convinzioni poteva essere fatto solo ascoltando, leggendo e sviscerando le idee altrui.

E qui raggiungiamo il secondo motivo del perché una borsa di studio a suo nome.

Quando ci siamo riuniti con alcuni amici per decidere le attività dell’ associazione abbiamo subito capito che l’associazione dedicata a mio padre doveva sottolineare alcuni valori e principi che lui ha sempre portato avanti.

  1. Uno fra tutti, che non si può fare nessun tipo di lavoro se non ci si impegna fin dall’inizio studiando, analizzando e sviscerando le problematiche legate a quel lavoro. Viviamo in una società in cui tutti credono di poter fare qualsiasi cosa. Gli elettricisti credono di poter diventare dottori e i dottori elettricisti semplicemente dichiarandosi tali su fb o Twitter. Tutti credono di essere politici o esperti di vaccini e di fama mondiale leggendo due notizie false sui social media. Ecco, questa era una cosa che mio padre aborriva. Perché puoi diventare un ottimo elettricista se sei un dottore o un dottore se sei un elettricista ma devi studiare, devi spendere notti intere sui libri e nei cantieri o in ospedale. Fare la famosa gavetta. Oggi si vuole tutto e subito e soprattutto ci si crede esperti in tutto senza farla mai questa gavetta.
  2. Gli altri principi che mio padre ha sempre ritenuto fondamentali nel suo lavoro e che la commissione ha usato come criteri per la valutazione delle proposte presentate sono stati: analisi appropriate del problema presentato e valori politico-sociali per risolverlo.

Chi ha lavorato con mio padre sa perfettamente che era un uomo pratico, la cultura del fare per lui era fondamentale. Stare a rigirarsi sui discorsi lo innervosita eppure non agiva o non prendeva mai decisioni senza aver analizzato la situazione sotto tutti gli aspetti, politici, pratici, tecnici e umani.

Vorrei altresì spendere due parole sugli argomenti della borsa di studio. Trasporti, infrastrutture ed ambiente. Perché sembrerebbe scontato che la borsa di studio a lui dedicata sia su questi argomenti visto che sono stati i dicasteri su cui lui si è cimentato come ministro. Tuttavia non è così scontato. Perché mio padre ha scelto di fare il ministro per questi dicasteri perché ci credeva. E ci credeva come argomenti connessi fra di loro. Ha sempre sostenuto che un paese sviluppato non potesse non avere una struttura di trasporti efficiente ma questo non poteva prescindere dal dovere di tutelare l’ambiente. Ecco che nuovamente il suo analizzare le problematiche su molteplici esigenze e domande ritorna fuori. Le cose non sono mai semplici come sembrano e ci vogliono menti preparate a trovare soluzioni a problemi complicati. Ecco perché abbiamo voluto premiare un ragazzo che nella sua tesi ha dimostrato di avere queste capacità. Ma di questo vi parleranno i relatori dopo di me. Grazie

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di Francesco Tonini

Un sentito ringraziamento va all’Associazione Altero Matteoli per la Libertà e il Bene comune, e a tutte le persone che ne fanno parte. Vi ringrazio per la lungimiranza dimostrata nel sostenere tramite borse di studio progetti di ricerca che mirino alla valorizzazione del bene comune e quindi di tutto ciò che ha a che fare con i diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino. Credo che iniziative come questa siano di forte incoraggiamento per giovani neolaureati come me ad intraprendere percorsi professionali che siano rivolti ad un’utilità più ampia, ad un bene condiviso ed equo. Un importantissimo riconoscimento va poi alle persone con cui ho condiviso il percorso di tesi, innanzitutto il mio compagno di studi Francesco Sanvito, il correlatore di tesi Dott. Fabio Riva e la relatrice prof. Emanuela Colombo.

Il mio lavoro di tesi parte da un’attenta analisi di quelle che sono le implicazioni dell’obiettivo numero 7 dei 17 Sustainable Development Goals promulgati dalle Nazioni Unite nell’agenda al 2030. In breve, l’obiettivo numero 7 è quello di rendere fonti di energia moderna e sostenibile accessibili a tutta la popolazione mondiale. Si tratta di una sfida epocale soprattutto se si considera quella porzione di popolazione che vive nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo dove la scarsissima densità abitativa rende molto sconveniente dal punto di vista economico la fornitura di elettricità con sistemi di generazione centralizzata, come quelli che conosciamo noi che richiedono elevatissimi costi di trasmissione per raggiungere i centri abitati più isolati. La mia tesi si inserisce in questa sfida e ha come obiettivo quello di analizzare i meccanismi di sviluppo che si innescano nei villaggi rurali a seguito dell’istallazione di sistemi di generazione distribuita basati sullo sfruttamento di risorse rinnovabili. Un’accurata analisi di questo tipo può realmente determinare il successo e la sostenibilità sia ambientale che economica di un processo di elettrificazione rurale. La messa a punto di strumenti che possano dare indicazione rispetto le previsioni di sviluppo economico di un villaggio a seguito dell’accesso a moderne forme di energia significa poter prevedere come evolverà nel tempo la domanda energetica da parte degli abitanti. Una stima della crescita della domanda permette quindi di costruire le infrastrutture adeguate a una fornitura di corrente continuativa nel tempo e affidabile. La presenza di continui blackout infatti vanificherebbe tutti gli sforzi di generare sviluppo economico. Ricapitolando una buona pianificazione favorisce un ottimale sfruttamento di risorse rinnovabili che in molti paesi del mondo hanno un potenziale strepitoso e allo stesso tempo permette di garantire alla popolazione interessata uno standard minimo di servizi e fattori produttivi che sono il vero driver dello sviluppo sociale ed economico.

Per concludere mi piacerebbe fare con voi alcune considerazioni di carattere più generale. Credo che tutti noi ci troviamo di fronte ad un’importantissima sfida. Da un lato ci sono gli ormai evidenti risvolti drammatici a cui ci ha portato il consumo sconsiderato di risorse che ha guidato lo sviluppo dei paesi occidentali e dall’altro lato c’è la necessità di garantire anche a chi vive nei paesi in via di sviluppo un livello accettabile di benessere. Questo porta ad un’evidente contraddizione: Il mondo non basterebbe per garantire a tutti il nostro stesso standard di vita. La soluzione purtroppo ancora non c’è e sono portato a diffidare da chi crede di averla ma penso che tutti possiamo fare qualcosa. Innanzitutto, a livello personale abbiamo ancora tanto da fare per ridurre i nostri consumi. Per esempio, quanti di noi a casa non hanno ancora sostituito tutte le lampadine mettendo quelle nuove a LED che consumano un decimo e sono un chiaro esempio di cosa possiamo fare per contenere i nostri consumi, pur mantenendo lo stesso grado di benessere. E poi c’è il livello della politica e della società civile in cui è bello trovare associazioni e fondazioni come la vostra. È al livello della politica che si hanno gli strumenti per fare in modo che si possa raggiungere un livello di sviluppo migliore per tutti seguendo però una strada nuova tutta da esplorare. Una strada che eviti gli errori che nel passato ci hanno portato e continueranno a portarci ad un consumo eccessivo di risorse, inconsapevole e incontrollato. Una strada nuova che passa per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili il cui utilizzo se opportunamente ed intelligentemente pianificato può portare ad eccezionali livelli di crescita come dimostra il caso di successo del villaggio di Ikondo in Tanzania che è stato l’oggetto dell’analisi della mia tesi, dove sono stato e posso garantire di aver visto l’enorme potenziale di sviluppo che hanno i progetti di accesso all’energia.

Francesco Tonini

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