Maullu: “L’Italia migliore è quella che crede nelle infrastrutture”

Stefano Maullu, europarlamentare da poco approdato a Fratelli d’Italia dopo una lunga militanza in FI, è fra i più convinti sostenitori della necessità di realizzare infrastrutture e grandi opere in grado di rilanciare il Paese e di garantire posti di lavoro e vantaggi per le imprese. Forte della sua passata esperienza come presidente della società incaricata di realizzare la Tangenziale Esterna di Milano, Maullu ha quindi organizzato un convegno insieme alla fondazione Matteoli per venerdì 22 febbraio al Palazzo delle Stelline a Milano, nel quale si parlerà di infrastrutture, di Tav e del futuro del nostro Paese.

Voglio innanzitutto sottolineare la presenza, importantissima, della Fondazione Matteoli nella realizzazione dell’evento“, spiega Maullu. “Ho avuto il privilegio di conoscere Altero Matteoli nel corso della mia vita politica e ne ho apprezzato la serietà, l’onestà e la lucidità nel leggere il presente e nell’individuare le necessità del Paese e dei cittadini. Questo incontro è anche un doveroso omaggio alla sua memoria“.

L’Italia, sono i dati Istat a rivelarlo, è entrata nuovamente in recessione tecnica, e l’aumento del Pil previsto per l’anno in corso sarà irrisorio. Tutta l’Europa risente di una contrazione dell’economia e dei commerci, ma per il nostro Paese, che più di altri ha subito gli effetti della crisi, questa congiuntura può rivelarsi particolarmente dolorosa.

E’ proprio per questo“, afferma Maullu, “che non si può accettare la politica del No a tutto che caratterizza il Movimento 5 Stelle in tema di grandi opere. Il futuro dell’Italia è legato proprio alla capacità di modernizzazione, al coraggio nell’innovazione e alla realizzazione di nuove infrastruttureche garantiscano nuovi posti di lavoro e nuove possibilità di crescita al Paese, che deve assolutamente restare connesso all’Europa e alle principali linee di trasporto continentali“.

Il pensiero, ascoltando l’arringa dell’europarlamentare di FdI, va naturalmente alla Tav, la tratta ferroviaria fra Torino e Lione attorno alla quale si sono sollevate tante polemiche e che uno studio commissionato dal governo avrebbe considerato troppo costosa e poco remunerativa.

Lo studio commissionato dal governo ha gravi lacune delle quali parleremo durante il convegno di venerdì 22. Innanzitutto, le spese per la Tav sono state calcolate senza considerare i contributi di Francia ed Ue alla realizzazione dell’opera, il che chiaramente smentisce le conclusioni economiche negative alle quali sarebbero arrivati alcuni esperti“. Maullu sottolinea come sia possibile orientarsi su questo tema, e sulle infrastrutture in generale, semplicemente osservando l’operato dei principali Paesi europei.

Sarebbe il caso di chiedersi“, prosegue l’europarlamentare, “come mai Svizzera, Francia e Inghilterra, per fare solo tre esempi, abbiano realizzato – o siano impegnate nella realizzazione – questo tipo di opere, che in Italia vengono abbandonate magari dopo averci speso centinaia di milioni. Non è serio né professionale decidere pro o contro la Tav, che la Francia sta completando, usando la calcolatrice. Si decide il da farsi chiedendosi se l’Italia vuole essere dentro o fuori le nuove reti di trasporto commerciale o di turisti e avere le stesse chance degli altri“.

Tutti questi temi saranno trattati nell’incontro del 22 febbraio, che sarà moderato da Pierluigi Bonora e che vedrà intervenire come relatori – oltre allo stesso Maullu – Roberto Castelli, Franco Lucente, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il leader dei SiTav Mino Giachino, capace di raccogliere più di 111mila firma in calce a una petizione a favore della Tav.

Questo parterre prestigioso“, conclude Maullu, “porterà dati, conoscenze e competenze di altissimo livello e spiegherà come le grandi opere e le infrastrutture siano indispensabili per la crescita e per lo sviluppo futuro dell’Italia. Basti pensare al ruolo del Brennero, dal cui valico passano circa 2 milioni di camion all’anno (30 miliardi di Made in Italy), o all’esempio virtuoso del tunnel del Gottardo, dal quale transitano ogni giorno più di 200 treni merci. Le infrastrutture di collegamento portano sviluppo, ricchezza, crescita reale per i territori, per cui il loro completamento deve essere sostenuto in tutti i modi. Non possiamo restare isolati, non possiamo perdere il treno della modernità“.

 

(affaritaliani.it, 20 Febbraio 2019)

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