Elezioni: i veti portano il centrodestra alla sconfitta

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La recente linea politica dettata da Marina Berlusconi rischia di trasformarsi in una clamorosa autorete per l'intera coalizione di centrodestra. Confermare la presenza di Forza Italia, ponendo come condizione l'esclusione di Futuro Nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci, è una scelta mossa da una riflessione apparentemente preconcetta nel giudicare persone e idee. Atteggiamento che ignora, tra l’altro, la legge del voto elettorale. In democrazia i governi si fanno con i numeri. Gli ultimi sondaggi stimano Futuro Nazionale attorno al 4%, in crescita. Isolare Vannacci non significa far sparire i suoi elettori, ma semplicemente spingerli fuori dalla coalizione o, peggio ancora, verso l’astensione. Senza quel 4%, il centrodestra rischia di scivolare sotto il cosiddetto "campo largo", rischiando di regalare, di fatto, il governo dell’Italia all’opposizione di sinistra. Ma è anche il momento di dire basta ai veti incrociati tra gli alleati. La leadership non si dimostra escludendo chi prende voti, ma sintetizzando le differenze in un programma comune. Se Forza Italia vuole continuare a essere il perno moderato della coalizione deve riuscire a convivere con la destra più identitaria, non pretendere di allontanarla. Pretendere di decidere chi merita di stare nel centrodestra è il modo, più semplice e poco saggio, di perdere le prossime elezioni. (lc)